caramelle assortite

lunedì, 28 aprile 2008

Twin hearts

Cazzo, non piaccio.

Non piaccio al  cantautore povero che prima ho l'ingenuità di credere che mi faccia gli occhi dolci, parlandomi a tre centimetri dalla faccia, che evidentemente mi preferisce la sua aura bohemienne e chissà quali pazze maniache. Eppure gli scrivo una letterina dolce dolce, e lui niente. Gli faccio vedere anche il mare, con le barche ormeggiate, e lui niente. Lo riaccompagno al treno, e lui...questo finale lo sapete.

Non piaccio al cantante affermato, che prima ho l'ingenuità di credere che provi una qualsivoglia forma di affetto nei miei confronti, scrivendomi una dedica taaaaanto carina con quelle dolci paroline che ormai nessuno usa per me, che evidentemente mi preferisce le innumerevoli fan che lo acclamano in tutta Italia, la fama, la gloria, gli amici del tour e chissà cos'altro. Eppure tra le righe gli confesso questo strano attaccamento a lui, che lo penso troppo spesso e che di lui avrò sempre un dolce ricordo. Ma niente, non rispondere ai messaggi è una bella tattica per dissuadermi. E io, purtroppo, ci penso ancora.

Non piaccio al dj con gusti svedesi, che prima ho idealizzato da lontano, pensando che quel modo di fissarmi nascondesse chissà quali timidezze e curiosità nascoste, perchè uno sguardo che si abbassa quando parlo mi fa taaaaanta tenerezza, che evidentemente mi preferisce altre e terribili donne sconcertanti, che ballano in modo indecente e che parlano in modo sguaiato. Eppure c'avevamo taaaante cose in comune, persino conoscenze bolognesi con blog annesso. Ma se vuoi soffrire per una cotanta ragazzetta allora caromio ho proprio sbagliato il tiro. Resta il fatto che non ti piaccio,  non mi nasconderò dietro l'orgoglio.

Non piaccio nemmeno al dj che ama i Perturbazione, che mi confeziona scalette commoventi facendomi quasi piangere dalla malinconia, che mi insegna con dolcezza come devono essere riavvolti i cavi e che quando abbraccio mi fa sentire tanto confortata, che mi preferisce la ragazza maliziosa che c'ha la passione della moto come lui, che subito dopo averla conosciuta già invita a mettere i dischi insieme a lui.
E dire che pensavo che la settimana prossima avrebbe insegnato a me l'arte di stare in consolle.

A chi piaccio:
spiantati senza arte nè parte, vecchi bavosi con le unghie sporche, ragazzi disadattati, folli che ricordano tutti i santi del calendario, personaggi di passaggio che non sanno nemmeno chi siano i Radiohead.

Come dite? che non esiste solo la musica nel cuore delle persone?
Ma lo sapete che sto cominciando ad accorgermene anch'io?!
Solo come la mettiamo con il fatto che è la parte più sincera di me?...

Mentite, gente, mentite.
Più spudoratamente lo farete, più sarete fraintesi, idolatrati, inerpicabilmente indagati da chi non ha fantasia, o ne ha troppa.




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gusto:
lunedì, 21 aprile 2008

Un bel respiro, sù

Rientriamo nei ranghi, dai.
Al bando le emozioni forti, chè tanto ce ne capitano spesso di negative.
Ingoiamo un po' di sgorgante linfa vitale, di quella rosso scuro che ci piace tanto.
Riprendiamoci la pressione, allentiamo le strette, facciamo che insomma banalizziamo i sentimenti.
Accendiamo la lucina rossa dello stand by.
Rimaniamo impassibili di fronte alla bellezza.
RIpetiamo il mantra: tutto qui?

Sa di cinico, lo so.
Ma è per sopravvivere, caro.

incartata da: manuconta alle ore 00:37 | link | commenti (2)
gusto: intenzionalismi
lunedì, 14 aprile 2008

Divergenze e opinioni su un cuore malato

Bel momento per un poderoso attacco di depressione.
Hai una buona fetta italiana che ti segue a ruota, si programmano ubriacature di gruppo, espatri, rivoluzioni sociali. Nessun pianto collettivo, per quello ti tocca fare tutto da sola.
Per la prima volta da mesi meditavi di saltare il lavoro, per come non credevi di riuscire a ricacciare dentro le lacrime.
Bel momento per innamorarsi a vuoto, ora che stai per varcare la soglia dei 35, un'età oltre la quale non ci sono cazzi, si è adulti anche per l'Unione Europea.
E tu invece che te ne stai ancora lì a frequentare ragazzini, comprarti i ciddì, programmare viaggi in Belgio per il festivalone estivo. Mi rifiuto di articolare la frase: "Non c'hai più l'età".
Quando pensavi di aver sfrondato dall'orizzonte il pericolo baratro sentimentale, ecco che di nuovo fa capolino, come se anni e anni di forzato distacco non fossero bastati, vanificate anche le prese di coscienza e le piccole sicurezze messe sù, mattoncino su mattoncino.
Cosa è bastato per far cadere questo bel castello di lettere?
Un abbraccio. Niente di più.
No, forse anche due paroline scritte con la sinistra.
E quella voce.
Singolarmente i tre eventi non avrebbero dato luogo a questo disastro, ma messi insieme hanno funzionato come si fossero mescolati la glicerina con azoto e zolfo, ingredienti innocui del più potente esplosivo in circolazione.
Quattro settimane di deliranti sogni ad occhi aperti, di repentini cambi umorali, di spasmodica necessità di scrivere tutto quello che di più assurdo e romantico ti veniva in mente.
Te lo vedevi davanti a te nel locale del sabato sera, te lo sentivi accanto al cinema, ci discutevi sul divano mentre guardavate "Vero come la finzione".
Nella tua follia eravate dolcemente uniti da mille piccoli punti, nella realtà si stava allontanando sempre di più, e ne percepivi fisicamente il distacco.
Sei finita nel vivere in quella doppia dimensione in cui hai fatto prevalere, ad oggi, il lato razionale, quello che si rassegna, che sdrammatizza, che ama così tanto da riuscire a fare a meno di lui.
Ogni tanto si affacciava l'esibizionismo del comunicare, del fargli ricordare la tua esistenza, ma sempre in tono così scanzonato e leggero che quasi ti convincevi della natura amichevole del sentimento.
Ti sei guardata attorno, hai ballato lenti con altri, hai abbracciato chiunque pensando di poter riprovare qualcosa di simile.
Ma dopo quella sera, non ti è riuscito di pensare neanche al sesso.
La condizione platonica, pura, altruista di quel sentimento stava prendendo il sopravvento, e ti accorgevi che non era solo un desiderio tattile. Ti è esploso il cuore in piccoli pezzetti e hai cercato nella memoria qualcosa di simile.
L'hai ritrovato nell'altro millennio, quello degli psicanalisti e nelle giornate passate con la coperta sulla testa, al buio, quando ti struggevi per qualcosa più grande di te.
E la fottuta paura della tua pazzia, di non essere in grado di arginarla, di poter piangere per sempre, di avere tutta la vita quello sguardo triste. Quella assurda consapevolezza che il fato non potesse riservarti che questo.
Con un colpo di reni poi hai passato quel valico, hai trascorso gli ultimi anni a rimboccarti le maniche delle emozioni, te le sei serrate dentro per paura che diventassero bianche e legate dietro la schiena, hai vissuto di ricordi cercando di dimenticare, hai rifiutato il vittimismo e ti sei giocata la carta della serenità.
Ha funzionato a più riprese, perfezionando il tiro ti sei anche divertita a tratti, dando quel poco di te e prendendo quello che ti serviva.
Ma quel desiderio quasi materno di immolarti al sacrificio non l'hai più avvertito per otto lunghi anni, e scherzavi ogni tanto con te stessa fingendo che ti potessi innamorare spensieratamente, in quella dimensione che purtroppo non ti appartiene.
Sei troppo fondo.
Profondo, fondamento, fondamentale,
con peso specifico del plutonio.
E giù a scartavetrare cercando quella leggerezza che non hai mai avuto.

Compagni, concittadini, niente è per caso, ci tocca anche questa, non impareremo mai dagli errori, il fine è proprio perserverare, il mezzo è finirci dentro con tutte le scarpe.

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gusto: desperado
domenica, 30 marzo 2008

l'ennesima malinconia

L'innamoramento è arrivato.
Sono arrivati gli struggimenti e le attese, la gelosia e i lucciconi agli occhi, il patetico sentirsi fuori luogo e fuori dal tempo.
A dispetto del realismo che mi è consono, stanno dilagando sentimenti autodistruttivi, quelli che mi allontanano dalla concentrazione sul lavoro, quelli che spazzano via l'entusiasmo per il futuro, e finisco dritta nell'autocommiserazione.
Di nuovo a chiedermi se è questo a cui sono destinata, se è tutto qui quello a cui posso aspirare - inadeguatezza e sottovalutazione - mentre l'oggetto del contendere non conosce neanche una frase del mio sentimento.

Capisco di spargere amore, a tratti, me lo dimostrano tutti quelli che sono stati qui, si son trovati ben accolti, trattati affettuosamente e con rispetto.
Capisco anche che però non sono costante, che mi basta un frainteindimento, un non-detto, per riaccendere la paranoia di non piacere, di non essere accettata, di non costruire un ambiente caldo e piacevole.

Non voglio accontentarmi, e questo rimane il mio imperativo.
(Da cui seguiranno sempre secoli di infelicità, mia cara)


incartata da: manuconta alle ore 22:32 | link | commenti (2)
gusto:
mercoledì, 26 marzo 2008

are you gonna love or die?

il momento migliore in cui mi vengono i pensieri più articolati?
di sicuro non adesso, il giorno, l'ora il minuto che più aborro di tutta la settimana, perchè mi sono messa in mente che mercoledì io debba necessariamente offrire un aperitivo luculliano e intanto aspetto gente, e se la gente non arriva c'ho l'ansia che poi si butta tutto.
il principio che nel piatto non si lascia niente è frutto di un'educazione d'altri tempi, ma son sempre valori a cui uno è affezionato, salvo poi fare i conti con la bilancia per non sprecare gli avanzi.

ma orsù!
(ogni tanto mi incito da sola, a voce alta)

posto che non credo di essere anziana inside, ma solo perchè la mia infanzia non l'ho goduta appieno, ho di tanto in tanto degli strascichi di commozione che rasentano la demenza senile.
se uno mi manda un abbraccio, forte forte, fortissimo, un abbraccione, baci, baci e abbracci, e così via, sia pure via mail e quindi asetticamente, beh, io divento tremula, realizzo realisticamente il gesto e me lo prendo appieno, con tutta l'intensità che forse non era nelle intenzioni.
c'ho questa urgenza di innamorarmi fino a stare male, fino a quel pianto struggente che ormai non ricordo più, perchè dopo l'euforia iniziale per me comincia la tragedia.
ma ultimamente non vado più fino in fondo, non insisto con l'esagerazione dei sentimenti, non sono insomma coraggiosa nell'espormi. mi trincero sempre nel dico non dico, insinuo ma poi sdrammatizzo, ti idolatro ma poi ti smonto. questo ad uso e mio consumo, proprio nel senso letterale del consunto e strappato.
chissà perchè c'è questa regola nel mio cervello che io debba necessariamente usare metafore e costruzioni immaginifiche per esprimere un banalissimo concetto, che poi è: mi piaci, tanto, vorrei stringerti forte forte e annusare quel tuo odore alla base del collo, avere le tue dita nella mia mano, fissarti a lungo senza fiatare, trattenere ogni singolo attimo e conservare ogni tremolio per quando te ne andrai, per quando ti lascerò andare. perchè sei lontano, troppo lontano, e da domani lo sarai ancora di più.
sono riuscita a dire solo "ti voglio bene", che è tanto, che è dolcissimo, ma dubito che sia universalmente riconosciuto come dichiarazione d'intenti.
ah.
e poi non faccio altro che ascoltare i British Sea Power, specialmente "Open the door".
quando si dice "fai un sunto". (se trovate le parole appiccicatele come didascalia di questo post)

incartata da: manuconta alle ore 21:24 | link | commenti
gusto: 82 minuti di monologhi
martedì, 25 marzo 2008

astinenze

ovvio che ti capiti proprio quando hai più cose da fare, da pensare, da progettare, da risistemare, quando le scadenze ti stanno strette e le ansie si fanno fitte, quando il vento ti scompiglia i sentimenti e la pioggia ti fracica l'umore.
insomma capita, e vorresti eruttare dal tuo vulcano personale una serie di urla incomprensibili con un messaggio ben preciso, poi non prendi bene la mira e rischi di mandare a fuoco anche i laghi tranquilli.
sono una persona impaziente, un po' indecente nell'invadenza e pericolosamente votata al martirio amoroso.
per il momento metto un tappo al cuore e resisto, ma non so se stò bavaglio reggerà la pressione.
ti* sto opprimendo, lo so, e mi pento e mi dolgo.
fermatemi**, forse sono ancora in tempo.

* : destinatario incolpevole
** : fato, destino e distanze metafisiche insormontabili

incartata da: manuconta alle ore 22:23 | link | commenti
gusto: desperado
domenica, 16 marzo 2008

Ma che stai a dì?

Uff, basta citare le frasi dei politici nani, non lo capite che gli facciamo solo una gran pubblicità?
Se poi uno si ricicla come comico fa sempre simpatia, io credo che le gaffes e le esternazioni fuori luogo facciano parte di un piano ben studiato, se non ci facciamo più caso magari smette e si darà di nuovo alla p2, hai visto mai. E il golpe hai voglia quanto lo aspettiamo, siamo sinceri.

Ma non è di questo che volevo parlare, diciamo che dopo aver letto alcuni brani del libro di Federico Fiumani (Brindando coi demoni, coniglio editore) c'ho addosso un po' di quel sano cinismo distaccato che mi allontana dal solito qualunquismo egoista e mi riporta verso il giusto peso delle cose.
Che poi, se vogliamo, è come passare dalla zuppa al pan bagnato, ma con più aplomb.

Il libro costa 13,50 euri, lo so perchè c'è scritto dietro, a me l'ha regalato l'altra sera, dopo un concerto spiazzante in cui i suoi 48 anni non si sentivano proprio, fisicamente, ma un po' forse umanamente.
Se gli dite che è un grande, dopo due cuba libre e un po' di ebrezza relativa, aspettatevi laconiche risposte sulla sua età, perlappunto.

Venerdì, dicevo, gran sfoggio di generosità altrui, a cui non sono abituata ma che ho incassato mooolto egoisticamente.
Riflettevo proprio su questo, ovviamente dopo: quando qualcuno ti fa un regalo, nel migliore dei casi è perchè tu, inconsciamente, gli hai già donato qualcosa, nel peggiore dei casi perchè vorrebbe che tu gli elargissi quel qualcosa. In realtà, i qualcosa penso non coincidano, nella seconda casualità oltre alla subdola manovra si tratta anche di meschini guadagni.

Ma non è neanche di questo che volevo parlare; dopo quelle trenta pagine lette in mezzo al chiasso di una discoteca mi sono accorta che i miei pensieri reconditi rimangono troppo nell'angolo del battiscopa, nella zona off del pulito, là dove si annida lo sporco - più che ostinato - trascurato.
Fiumani ne fa un fiume in piena, magari scrivere gli è servito come il Lexotan, magari serve a qualche groupie per avere degli argomenti di conversazione, prima di offrirgli piedi o terga (pare che sia un cultore dei suddetti).

Fiumani è maschio, quindi esternando viene idolatrato, a dispetto del suo aspetto se vogliamo ordinario- neanche lo sguardo è poi così tormentato, magari nelle foto sì. Se fosse nato donna, se lo sarebbero filato, o piuttosto dàgli con la pazza isterica?

Ma non è neanche di questo che volevo parlare.
Sono un po' sconcertata da quello che mi è capitato e mi sta capitando.
Ho dato una momentanea pausa all'astinenza sessuale, ma mi capita poi di sognare, e che sogno, chi pensavo aver archiviato nella cartella "fidanzati quindi inaccessibili".
Come dire, chi mi appaga e chi no.
Forse è proprio di questo che non ho il fegato di parlare.

incartata da: manuconta alle ore 21:35 | link | commenti (1)
gusto: intenzionalismi
martedì, 11 marzo 2008

Sister acting

Mettersi a scrivere un post, dopo settimane di silenzio, quando hai un torcicollo e una giornata pesante alle spalle e davanti, non è proprio partire con il piede giusto.
Io di post ormai ne leggo anche pochi, quegli sprazzi di chinaski e confuso che so mi metteranno di buonumore, qualche dritta di polaroid e il sempiterno twitter cheogni tanto mi linka qualche stereogram.
Mi annoio davanti a twitter e ora annoio anche voi.
Ma per il resto, frustrazione e un pizzico di invidia pervadono la mia settimana.
Ogni giorno scopro gente a me vicina quel tanto che basta che si è appena messa con qualcuno, che ha avuto serate indimenticabili, baci appassionati, telefonate insistenti, una vita sociale e sessuale insomma.
Nel mio piccolo permane l'immobilità assoluta.
Non si muove una foglia neanche a spazzarla con gli uragani.
Mi sovverrebbe da pensare: che campi affà?
Fintanto che sostenevo qualche verginale flirt con musicofili lontani mi potevo anche accontentare; ora manco quello, perchè dopo un po' tutto viene a noia se manca la sorpresa finale.
Spaccherei volentieri qualche uovo di cioccolata per trovarci la felicità. Ma perchè non l'avete ancora inventato, eh?
Ma soprattutto: quanto deve durare l'astinenza prima di essere ammessa nelle Clarisse?

* perchè,se uno sta acido e rognoso, si dice "c'ha le mestruazioni" o "si vede che non tromba"??
ora lo sapete.

incartata da: manuconta alle ore 17:32 | link | commenti (1)
gusto: senza voce
giovedì, 07 febbraio 2008

i'm beginning to see the light

Ok, un giorno ricorderò di queste serate la calma irreale e il taaaanto tempo a disposizione per scrivere su twitter, ascoltare mp3 su picasso, fantasticare su quella storia irrealizzabile con quel tipo sfuggente che scrive poesie su maispeis,oppure per mangiare la pizza fredda del giovedì, guardare lost in translation con il sottofondo degli of montreal, leggere bloàp e non solo le figure... insomma sospirerò e dirò tra me e me: che bei tempi!
Quel giorno sarò circondata da tre camerieri, due baristi, tantissimi tavolini all'aperto e la luna che si specchierà nella favolosa piscina a forma di luna-che coincidenza!- e ovviamente QUEL dj che mi guarderà da dietro la consolle con gli occhi bassi perchè saprà di aver perso una grande occasione.
Inutile dire che ci saranno file e file di clienti benpaganti e benfelicidipagare, magari un po' ignorantucci sulla musica che sentiranno, ma oramai avrò creato una moda, faranno a gara per contendersi l'ultimo biglietto per il concerto degli Offlaga Disco Pax. LIVE @ RELE'.
Bello, nevvero?
Se mi dotate di grandi prospettive,  ovvio che prima o poi  mi vedrete legata ad un bel camice con i legacci.

incartata da: manuconta alle ore 21:24 | link | commenti (3)
gusto:
mercoledì, 06 febbraio 2008

Toglietemelo dall'ipotalamo

sì, insomma, ti fai risentire.
ma non vorrai propinarmi la solita solfa sulla solita storia impossibile, vero!?
sìììì???
vabbè, ti sto ad ascoltare solo perchè è tanto che manchi, ma considera che poi vanterò un credito abnorme di pipponi adolescenziali.
ah ecco, mi sembrava che la parola dj avesse avuto un calo negli ultimi tempi, insomma sempre lo stesso da un anno, eh? ma non te lo sei ancora levato dalla testa, quello? c'avessi mai fatto qualcosa, che so, un discorso per lo meno.
assì? quindi avete anche dialogato, che botta di culo! argomenti?
apperò, avete anche delle passioni in comune, chi l'avrebbe mai detto! insomma mò partirai alla deriva con la storia delle affinità elettive, che la prima volta che gli sguardi si sono incrociati già sapevi di essere legata a lui da una specie di magia, che quello che vi divideva era la solita timidezza...
come dici? ti ha detto che è fidanzato?? mò si spiega tutto!
però la storia pare in crisi...mmm qui bisogna approfondire e approfittare!
essì, sempre con stà onestà e che non guardi quelli impegnati, ma che te frega! guadagna dalla situazione, sonda, prima ci diventi amica, cerchi di ottenere la sua fiducia e stima, gli insinui nel cervello le tue innegabili doti...
ma che significa che non ti sentiresti a posto con la coscienza? mica stai vendendo bot argentini, cribbio!
lassa fà...
ah, non è finito il racconto, c'è dell'altro...oddio chissà quali entusiasmanti avvent...
...
no!
hai capito...e tu come ti sei sentita? sottoterra, ovvio...ma lei??almeno una strafiga da paur...no, eh.
ok, un punto a sfavore.
però farsi trattare così...
due punti a sfavore. anzi, tre perchè il luogo pubblico amplifica. facciamo quattro e cinque perchè in presenza di amici.
e quindi quindi? com'è andata a finire?
ah ecco che ti becco in castagna! hai fatto l'amica e gli hai mandato il messaggino solidale, che sagoma!
vabbè, chevvordì, innocuo...è innocuo come ti ha risposto, piuttosto.
senti, c'ho i minuti contati, c'ho judo, in soldoni qual è l'epilogo?
come non era la fidanzata? una che ci sta a provare con lui?? non lui con lei??
qua i punti a sfavore diventano duecento. salvo approvazione della casa costruttrice.
vabbè, vad....come come??
qua ti sei davvero ridotta male...consolarlo su maispeis...
ma non lo sai che poi basta fare un controllo incrociato e sei fregata?
quanto sei poco duepuntozzzzero....

incartata da: manuconta alle ore 20:15 | link | commenti
gusto: 82 minuti di monologhi

il valium mi rilassa
il serenase mi stende
il tavor mi riprende
c'è chi mi dà energia
e chi la porta via
e voi cosa volete?
di che cosa vi fate?
dov'è la vostra pena?
qual è il vostro problema?
perchè vi batte il cuore?
per chi vi batte il cuore?
meglio un medicinale
o una storia infernale?

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